"È bello lavorare sugli aerei?"
Io, che torno da Washington D.C., sveglia dalle ore 14.00 di ieri, ora italiana, accenno un sorriso.
"Beh, sì, si viaggia sempre..." e svio lo sguardo per sviare eventuali altre domande cui ho risposto, probabilmente, una quantità di volte pari al mio periodo di onorata attività: 14 anni.
I tre italiani medi, dal forte accento, in viaggio verso il T2 di Mxp, iniziano a disquisire sui colori della mia divisa. E parte il toto-compagnia aerea. Ne esco come "è un'hostess di Ryan Air che parla italiano, quindi fa i voli nazionali. Mi ha parlato in italiano!"...
Ora, io son troppo stanca e troppo annoiata per controbattere a tutti voi, viaggiatori della domenica, che pensate che il mio (nostro) lavoro si limiti ad aprire una bottiglia di Coca Cola da vendervi al prezzo di un trilogy, che non sapete che esistono voli in cui la Coca Cola è addirittura offerta, che credete che un volo charter debba essere necessariamente un volo alla "Pappa&Ciccia", che pensate che io voli Sidney andata e ritorno non-stop perché "tanto a bordo cosa fai?! Dormi!", che non capite il motivo per cui un biglietto per Los Angeles non può costare 29.99€ tasse incluse, e che se pagate un volo 29.99€ non potete anche avere lo schiavetto incluso che vi lucidi le scarpe...
E sono anche troppo stanca e annoiata per dirvi che no, non lavoro per una Low Cost (con tutto il rispetto), ma per una delle migliori compagnie che ci siano. Sono troppo stanca e annoiata anche per tirarmela in uno dei pochi momenti in cui mi sento orgogliosa di dove sono arrivata senza dover ringraziare nessuno. Son troppo stanca e annoiata per dirvi che fate bene a restar nel vostro piccolo mondo di bagagli a mano e borsette nascoste sotto al maglione, così evitate di mostrare all'universo questa parte bassa e mediocre che ostenta saccenza solo perché viene da una terra di storia e scoperta...
Viva l'ItaGlia!

Nessun commento:
Posta un commento