"Quando resto solo con me stesso, come ora, mi manchi ancora di più. Il vuoto che lasci è una ferita aperta, ma è il prezzo per amarti, e lo pago volentieri. Ti amo.
"
07/04/2004, 00.49

martedì 28 ottobre 2014

Me e i miei sogni

Stai bene da sola, ma da sola soffri tanto. Non lo ammetteresti mai, ma si vede da come sei gentile con chiunque, anche con chi non lo merita per niente. Vuoi che le persone ti vogliano bene, e per quanto tu cammini con l’aria di chi non ha bisogno di nessuno tu hai costantemente bisogno di qualcuno. Paure sconfinate e piedi piccolissimi che non ti permettono di scappare abbastanza lontano. Lontana non ci sai andare, poi ti manca l’aria e non sai che fare, ti piace l’Italia, ma non è l’Italia che ti piace, sono quelle dieci o undici persone in tutto senza le quali non sapresti andare avanti, perché ci metti anni ad affezionarti a qualcuno, ma dopo è per sempre. O insomma, quasi. Come tutte le cose belle.
Mi fai sorridere quando dici che non credi agli amori infiniti e poi ti trovo commossa di fronte a un cartone animato che avrebbe dovuto far ridere. Tu non piangi mai perché sei delusa, quando sei delusa urli. Quando piangi è perché speri, speri e non vuoi ammetterlo. Sperare ti ferisce, in qualche modo. Credi che non sia da te, così piangi guardando film comici e ti giustifichi dicendo che non sai davvero come mai, “è da quando sono piccola che mi succede”. E ora come sei? Ti senti grande?
Ti piace la notte e ti piacciono le canzoni che non si usan più e i modi di dire che non si usan più. Tutto in te è sincero, perfino il modo di vestire e di pronunciare le parole. Perfino il modo di respirare. Non ti controlli, non ci riesci e credi che sia un male, invece è meraviglioso, sei un fiore selvatico, uno di quei fiori che non si può cogliere ma solo guardare. Profumi molto, se tu fossi un ricordo saresti l’odore delle lenzuola appena lavate, se tu fossi in me ti ameresti come gli uccellini amano volare, di un amore necessario. Se tu fossi in me ti ameresti per non morire.
Sono qui che ti guardo, assomigli ad una poesia che nessuno mi dedicherà mai, una di quelle poesie che a leggerle pensi che sarebbe stupendo se qualcuno ti vedesse in quel modo e ti amasse così tanto,
invece niente, ma non per questo sei meno bella, non per questo, mai.
—  Susanna Casciani

venerdì 17 ottobre 2014

L'Italietta...

"È bello lavorare sugli aerei?"
Io, che torno da Washington D.C., sveglia dalle ore 14.00 di ieri, ora italiana, accenno un sorriso. 
"Beh, sì, si viaggia sempre..." e svio lo sguardo per sviare eventuali altre domande cui ho risposto, probabilmente, una quantità di volte pari al mio periodo di onorata attività: 14 anni. 
I tre italiani medi, dal forte accento, in viaggio verso il T2 di Mxp, iniziano a disquisire sui colori della mia divisa. E parte il toto-compagnia aerea. Ne esco come "è un'hostess di Ryan Air che parla italiano, quindi fa i voli nazionali. Mi ha parlato in italiano!"... 
Ora, io son troppo stanca e troppo annoiata per controbattere a tutti voi, viaggiatori della domenica, che pensate che il mio (nostro) lavoro si limiti ad aprire una bottiglia di Coca Cola da vendervi al prezzo di un trilogy, che non sapete che esistono voli in cui la Coca Cola è addirittura offerta, che credete che un volo charter debba essere necessariamente un volo alla "Pappa&Ciccia", che pensate che io voli Sidney andata e ritorno non-stop perché "tanto a bordo cosa fai?! Dormi!", che non capite il motivo per cui un biglietto per Los Angeles non può costare 29.99€ tasse incluse, e che se pagate un volo 29.99€ non potete anche avere lo schiavetto incluso che vi lucidi le scarpe...
E sono anche troppo stanca e annoiata per dirvi che no, non lavoro per una Low Cost (con tutto il rispetto), ma per una delle migliori compagnie che ci siano. Sono troppo stanca e annoiata anche per tirarmela in uno dei pochi momenti in cui mi sento orgogliosa di dove sono arrivata senza dover ringraziare nessuno. Son troppo stanca e annoiata per dirvi che fate bene a restar nel vostro piccolo mondo di bagagli a mano e borsette nascoste sotto al maglione, così evitate di mostrare all'universo questa parte bassa e mediocre che ostenta saccenza solo perché viene da una terra di storia e scoperta...
Viva l'ItaGlia!