Sono invasa da questo piombo che mi pesa addosso e mi trascina giù, sempre più giù verso l'incapacità di capire il senso delle cose. Un peso che schiaccia e si somma, di giorno in giorno, di esperienza in esperienza. Un peso che si aggrappa, mi addolcisce di malinconia e resta per sempre insinuato tra le pieghe della mia esistenza. E ogni cosa ha un sapore nuovo, ogni attimo una forma diversa, ogni persona s'incastra con le trame d'un'esistenza fatta di sensibilità ferita e per questo murata tra confini da nascondere. Ogni volto resta e va ad incasellarsi dove verrà custodito per sempre, nel bene e nel male, ma tutto mi resta appiccicato addosso come colla, tutto mi plasma tra amore e dolore, vita e morte. Non vomito e non digerisco, l'àncora si pianta a mezz'aria e lentamente strozza al peso della gravira. Strozza me e la mia forza di vivere attorno a tanta volubilità dell'esistenza. L'aereo cade, la luce muore...
Chazz, ti penso. Mi manchi, amico mio...
Ascolto la tua voce, vedo il tuo sorriso e penso che tu, in fondo, sia ancora qui.
Poi forte di tutto, anche della morte.

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