"Quando resto solo con me stesso, come ora, mi manchi ancora di più. Il vuoto che lasci è una ferita aperta, ma è il prezzo per amarti, e lo pago volentieri. Ti amo.
"
07/04/2004, 00.49

domenica 24 agosto 2014

Il sorriso di Peppuzzo

Sono invasa da questo piombo che mi pesa addosso e mi trascina giù, sempre più giù verso l'incapacità di capire il senso delle cose. Un peso che schiaccia e si somma, di giorno in giorno, di esperienza in esperienza. Un peso che si aggrappa, mi addolcisce di malinconia e resta per sempre insinuato tra le pieghe della mia esistenza. E ogni cosa ha un sapore nuovo, ogni attimo una forma diversa, ogni persona s'incastra con le trame d'un'esistenza fatta di sensibilità ferita e per questo murata tra confini da nascondere. Ogni volto resta e va ad incasellarsi dove verrà custodito per sempre, nel bene e nel male, ma tutto mi resta appiccicato addosso come colla, tutto mi plasma tra amore e dolore, vita e morte. Non vomito e non digerisco, l'àncora si pianta a mezz'aria  e lentamente strozza al peso della gravira. Strozza me e la mia forza di vivere attorno a tanta volubilità dell'esistenza. L'aereo cade, la luce muore...

Chazz, ti penso. Mi manchi, amico mio...
Ascolto la tua voce, vedo il tuo sorriso e penso che tu, in fondo, sia ancora qui. 
Poi forte di tutto, anche della morte.

giovedì 14 agosto 2014

Scoperte.

Se un disegno c'è, spero davvero di capirne il profilo prima o poi. 

Perché la mia debole mente umana, carnale, emozionalmente semplice, non se lo spiega perché Dio, il destino, il fato o chi per esso permetta che certe cose accadano. Perché?

Sono giorni che ci penso. Sono giorni che prego senza saper neppure bene come farlo. Mi guardo attorno e aspetto che questo brutto sogno finisca.