"Quando resto solo con me stesso, come ora, mi manchi ancora di più. Il vuoto che lasci è una ferita aperta, ma è il prezzo per amarti, e lo pago volentieri. Ti amo.
"
07/04/2004, 00.49

sabato 28 giugno 2014

Losing myself

Sono innamorata. Del cielo. Del Sole. Del caldo umido che fa sudar le mani. Dei piedi stanchi per il troppo cammino. Del sangue che pulsa nelle vene per la fatica e l'emozione. Dell'emozione. Di alzare gl'occhi e sentirsi minuscola. Del giallo dei Taxi Cab da rubare col gesto di una mano. Del frastuono. Del traffico e della pace improvvisa. Dei parchi. Della High Line sopra Chelsea. Dei muri coi mattoni e le scale ripide. Delle recinzioni basse con le piante rampicanti. Dei fiori nei vasi appoggiati, illegali, alle scale antincendio, dei barbecue domenicali ma che restano lì tutto il tempo. Di Greenwich. Delle persone di corsa e di chi si sdraia a piedi scalzi sull'erba. Delle nuvole che salgono alte. Degli uomini/hot-dog e dei negozi di souvenir cinesi. Della metro che sa si ferro e del suo sferragliare antico. Di Tiffany, anche se non si può far colazione. Della 5th Avenue che porta nell'Upper. Di Strawberry Fields (forever). Delle carrozze a Central Park che mi fanno tappare il naso. Dell'East Village e della Carbonara. Del rumore delle Harley che mi fanno sobbalzare e che so riconoscere da lontano. E di te. 

"In love with New York City, it's easy to be. It has a vibe to it like no other city. If you come to much you will lose yourself in New York City"
Cit. M.C. - a very wise man ❤️


venerdì 27 giugno 2014

Malata di emozione

È inutile, io non sono fatta per certe cose. Io vivo davvero, vivo del tutto, vivo fin in fondo. Hai voglia a dire "no, ma ce la faccio", "no, ma ho tutto sotto controllo", "no, ma non succederà perché so che non può esserci nulla". Hai voglia a raccontarti tutte 'ste cazzate. 
Hai voglia, quando in fondo ti conosci e sai bene che tutto andrà a finire male. E dopo esserti innamorata del vento gelido tra i capelli con l'Empire negl'occhi, ti innamorerai di lui e dalla sua bellezza dannata. Di quella bolla che era star chiusa, intrappolata tra le sue braccia e sentirlo dormire nel tuo orecchio. Non per il sesso, la fisicità, il respirarsi bocca nella bocca, ma per quella maledetta bolla.
E tutto andrà a puttane. 

venerdì 20 giugno 2014

Fragilità dell'essere...

Uno poi non se lo spiega, il perché. Perché affannarsi per una vita decorosa, per essere soddisfatti di se stessi, per non esistere semplicemente, ma per vivere, vivere davvero. 
Succede che un giorno ti svegli e ti dicono che tutto è finto e non sai perché. Un cuore s'è fermato. Giovane, atletico, pieno di vita come solo da adolescenti si può essere. Eppure s'è fermato. E tu non ti spieghi il perché. 
Perché la natura, la genetica, Dio o il destino siano così crudeli. 
Resti immobile e vorresti che durasse per sempre. Per non doverti svegliare il giorno seguente, o quello successivo, o tra un mese e dover ricominciare a vivere perché "si fa così". Perché tutto passa. 
Non passa un cazzo. Non veder morire tua figlia, tua nipote, la tua amichetta o la compagna di classe, a sedici anni, nelle acque turchesi di un mare che non la spaventava. 
Non passa. Non può passare un dolore così. Non se ne può andare. Ti cambia dentro, ti morde l'Anima, ti mangia l'esistenza, se la porta via. 
Le lacrime finiscono ma il dolore no, quello resta incollato addosso, resta negl'occhi, restano le cose belle e le domande senza una risposta valida. Resta la voglia di svegliarsi e poter credere che sia stato solo un brutto incubo, che il mal di testa ti stordisca così tanto da portarti altrove, da fuggire questi giorni surreali. 
Perché succedono cose così. A cosa serve vivere se esistiamo il tempo di un battito di ciglia?

martedì 10 giugno 2014

Nostalgia che non va via...

Mi manca la mia famiglia. Mi mancano le risate e i pettegolezzi, tra una notte persa e l'altra. Mi manca il Coco Bongo e pure il bus alle 4 del mattino, quando non sai più come ti chiami o addirittura se un nome ce l'hai... Mi mancano le cene al Boi Preto, le passeggiate a Ponta Negra e il carnevale di Olinda, colorato e psichedelico come non mai. Mi mancano i rastafari con la pace nel cuore e i loro vicini di casa che ti inveiscono contro perché hai un colore di pelle sbagliato. Mi manca anche il gioco aperitivo: con tutte le volte in cui ho "ciapato la galìna", ora potrei avere un pollaio di dimensioni considerevoli! E mi manca il merengue che mi stona il cervello, a furia di sentirlo sparato a volume massimo. È venuta giù pure la palma più famosa del Caribe per la disperazione! 😉 E quanto mi manca il Malecón. La Plaza Vieja, la Catedral. Quanto mi mancano quelle vie fatiscenti, quando immaginavo la loro bellezza negli anni 40, la storia che pulsa, impregnata de Rivolución. E mi mancano le isole sperdute, senza tv ed un cielo che si confonde col mare. Il rumore delle onde di notte, in quelle notti insonni per troppo fuso orario o troppa adrenalina. E mi manca il cielo color oro di un luogo diverso, un'oasi inaspettata della quale ricordo ancora i profumi, i colori, la sensazione di dolcezza e serenità che mi dava. Un po' di cuore è rimasto lì... 
Mi mancano le voci, i commenti scemi, le demo sul 321 a viso tirato per trattener le risate. Mi mancate voi, mi mancate tutti. Mi manca l'armonia che ci legava e la bellezza di potersi mandare a quel paese sapendo che tanto, il giorno dopo, tutto si sistemerà. Mi mancano quegli anni in cui mi sentivo invincibile e fortunata come non mai, quegli anni che mi hanno reso la persona che sono, che forse non torneranno mai ma che è una fortuna averli potuti vivere così. Grazie, vi amo e non smetterò mai.