"Quando resto solo con me stesso, come ora, mi manchi ancora di più. Il vuoto che lasci è una ferita aperta, ma è il prezzo per amarti, e lo pago volentieri. Ti amo.
"
07/04/2004, 00.49

lunedì 14 aprile 2014

Quattordicifebbraio

Accorgersi che una notte come quella non è più esistita da tempo. 
Quella in cui due occhi dolci mi guardavano dormire, mi cullavano, accarezzavano le mie espressioni per non perdere nemmeno un istante. 
Una notte così non esiste più. 
Non più un gesto delicato. Nessuna premura di fermare le ore. Non più baci timorosi di rompere l'incanto. Non più sonno rotto dalla voglia di rubare tempo al tempo che, inesorabile, scandiva l'avvicinarsi di un nuovo distacco.
Mai più una notte così. Dove l'Amore si fondeva nei respiri di bocche incollate, in sussurri imprevisti, impensati, ora impensabili. Occhi che rubano i dettagli per saziare il bisogno di aversi, di nascondersi dal resto del mondo, di essere lì ed in nessun altro luogo, solo lì, nel palmo di una mano stretto ad accogliere, proteggere. 
Mai più nulla di così. Solo paura.
Come se amare fosse una condanna e non un dono. 

[Mi mancherai sempre un po'. Mi mancherà il modo che avevi di amarmi. L'unico amore che abbia mai conosciuto.
Quello che mi hai insegnato, viziato, unico, devoto. Quello che ho sprecato e per il quale non smetterò mai di pagare...]

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