Com'è strana la Vita.
A volte complotta contro il susseguirsi degli eventi, e tu ti ritrovi in momenti che non t'aspettavi, diversi da come li immaginavi, surreali. L'adrenalina pulsa nelle vene ed è un piacere subdolo, una droga che ti addomestica, che ti acceca e ti distrugge. Ne vuoi sempre di più, sempre di più, anche quando hai la coscienza che ti piegherà. Che sarai schiava. Che per poche ore di euforia confusa in felicità, ti sentirai il centro del mondo. Eppure avrai lo sguardo già puntato verso quel punto. Quello da dove ricomincerà il buio. Le domande. I pensieri. Le spiegazioni che non hai. Ricominceranno a mancarti gl'occhi dolci, i gesti, i sorrisi. I ricordi torneranno immancabili ad ucciderti il giorno, la quotidianità sarà alterata perché ci sarà sempre quel qualcosa in meno. Ti sentirai scoperta, ti mancherà quello che, illudendonti, consideravi il tuo porto sicuro. Non avrai più mani grandi in cui nasconderti, niente occhi che ti cercano, nessun bacio d'arrivederci, ma solo addio.
Addio. Quel vento che ti scuote dentro e scopre un po'. Che brucia altezza occhi e fa mal lo stomaco. Che non sta mai zitto, che ti frulla dentro, che ti scuote anche mentre dormi, mentre fai altro, mentre vorresti confonderti con le gocce che ti scorrono sul viso, di nascosto dal mondo, per lavar via il senso di vuoto.
Un punto di non-ritorno.
Addio.


Nessun commento:
Posta un commento