"Quando resto solo con me stesso, come ora, mi manchi ancora di più. Il vuoto che lasci è una ferita aperta, ma è il prezzo per amarti, e lo pago volentieri. Ti amo.
"
07/04/2004, 00.49

lunedì 14 aprile 2014

Quattordicifebbraio

Accorgersi che una notte come quella non è più esistita da tempo. 
Quella in cui due occhi dolci mi guardavano dormire, mi cullavano, accarezzavano le mie espressioni per non perdere nemmeno un istante. 
Una notte così non esiste più. 
Non più un gesto delicato. Nessuna premura di fermare le ore. Non più baci timorosi di rompere l'incanto. Non più sonno rotto dalla voglia di rubare tempo al tempo che, inesorabile, scandiva l'avvicinarsi di un nuovo distacco.
Mai più una notte così. Dove l'Amore si fondeva nei respiri di bocche incollate, in sussurri imprevisti, impensati, ora impensabili. Occhi che rubano i dettagli per saziare il bisogno di aversi, di nascondersi dal resto del mondo, di essere lì ed in nessun altro luogo, solo lì, nel palmo di una mano stretto ad accogliere, proteggere. 
Mai più nulla di così. Solo paura.
Come se amare fosse una condanna e non un dono. 

[Mi mancherai sempre un po'. Mi mancherà il modo che avevi di amarmi. L'unico amore che abbia mai conosciuto.
Quello che mi hai insegnato, viziato, unico, devoto. Quello che ho sprecato e per il quale non smetterò mai di pagare...]

domenica 6 aprile 2014

Gl'addii.

Com'è strana la Vita. 
A volte complotta contro il susseguirsi degli eventi, e tu ti ritrovi in momenti che non t'aspettavi, diversi da come li immaginavi, surreali. L'adrenalina pulsa nelle vene ed è un piacere subdolo, una droga che ti addomestica, che ti acceca e ti distrugge. Ne vuoi sempre di più, sempre di più, anche quando hai la coscienza che ti piegherà. Che sarai schiava. Che per poche ore di euforia confusa in felicità, ti sentirai il centro del mondo. Eppure avrai lo sguardo già puntato verso quel punto. Quello da dove ricomincerà il buio. Le domande. I pensieri. Le spiegazioni che non hai. Ricominceranno a mancarti gl'occhi dolci, i gesti, i sorrisi. I ricordi torneranno immancabili ad ucciderti il giorno, la quotidianità sarà alterata perché ci sarà sempre quel qualcosa in meno. Ti sentirai scoperta, ti mancherà quello che, illudendonti, consideravi il tuo porto sicuro. Non avrai più mani grandi in cui nasconderti, niente occhi che ti cercano, nessun bacio d'arrivederci, ma solo addio. 
Addio. Quel vento che ti scuote dentro e scopre un po'. Che brucia altezza occhi e fa mal lo stomaco. Che non sta mai zitto, che ti frulla dentro, che ti scuote anche mentre dormi, mentre fai altro, mentre vorresti confonderti con le gocce che ti scorrono sul viso, di nascosto dal mondo, per lavar via il senso di vuoto. 
Un punto di non-ritorno. 
Addio.