"Quando resto solo con me stesso, come ora, mi manchi ancora di più. Il vuoto che lasci è una ferita aperta, ma è il prezzo per amarti, e lo pago volentieri. Ti amo.
"
07/04/2004, 00.49

mercoledì 19 marzo 2014

Odio i Risvegli

Odio i risvegli.
Odio aprire gl'occhi e non sapere dove sono. Odio il cellulare, che vibra sempre del messaggio sbagliato. Odio il torcicollo che mi fa pensare che sto invecchiando, che la mia vita sia stata un percorso nel quale mi ritrovo intrappolata, cambiata ma insoddisfatta. Odio la vacuità delle cose. Odio le cose che non ho fatto e la mancanza di obbiettivi. E questa esistenza inconsistente che mi lascia l'amaro di non aver creato nulla, aspirato a nulla, puntato a nulla...
Odio questa luce che filtra e mi fa pensare che anche oggi dovrò pensare. Odio dover spendere il tempo facendo qualcosa di intelligente, perché tanto arriverà sempre quel qualcuno a chiederti "cosa stai facendo?", e rispondere "nulla, sto buttando via minuti" risulta sempre personalmente e socialmente scomodo, ti fa sentire inadeguata. E io odio sentirmi inadeguata, non aver stima di me stessa al punto di non piacermi mai. Odio la gente che mi aspetta come se gli fosse dovuto qualcosa. E odio chi non mi aspetta, quel "chi" che conta davvero (per me) e non lo sa o fa finta di non accorgersene. 
Odio essere un terremoto che porta scompiglio. Perché lo scompiglio dopo un po' di placa e torna l'ordine. Ognuno torna nelle proprie case, nel proprio letto ed il mio resta freddo. Di nuovo. 
Odio le giustificazioni. Odio le spiegazioni di chi crede di saperne più di te e invece non si guarda dentro per capire prima di tutti se stesso. Odio la solitudine. Odio la socialità. Odio le feste e la gente che pare che viva per quelle: che siate figlie e abbiate sfornato pargoli urlanti non frega a nessuno. #Sapevatelo.
Odio la colazione. Odio il cibo e il senso di nausea che mi dà appena sveglia. Quella sensazione di buco che è più una crisi d'astinenza. Odio dipendere da qualcosa. Qualunque. Chiunque
Odio il non-amore e il finto affetto. Odio in ricordi di felicità. Anche quelli creano dipendenza e astinenza. Odio le emozioni e coloro che credono che solo l'amore possa darne. Credete d'amare ma siete solo dipendenti dalla paura di restar sole. Poi piangete per mariti che vi lasciano ai quali in realtà eravate legate solo per abitudine. Odio l'amore finto, quello per passar il tempo assieme: è solo un agglomerato di istinti, sensazioni, reazioni chimiche e contatti tra sinapsi. Ormoni che si agitano come la molecole d'ossigeno sul fuoco. 
Odio gli abbracci e questo loro piacermi tanto. Odio la voglia di essere protetta e questo tarlo culturale che ci hanno inculcato per cui "donna = debolezza". Odio aspettare ancora quella luce in fondo al tunnel. Quella che mi farà dire "finalmente son tornata". Quella che non riavrò mai più. Quella che mi ha costretta a cambiare tanto. Quelle mani che ora abbracciano qualcun altro, quegli occhi che guardano un altro viso, quella bocca che ora bacia una nuova vita venuta al mondo non come dono dell'amore che è stato nostro... Odio gli ex e le loro nuove vite. Odio le donne e la cattiveria che le contraddistingue: come leonesse proteggono i loro uomini, con la paura che scappino, chissà dove, senza accorgersi che la proprietà non esiste ed i loro letti son scaldati da mille anime.
Odio pensare istintivamente di aver bisogno di qualcuno al quale affidarmi. Odio che nessuno mi accudisca e voglia, per una volta, considerarmi la piccola anima indifesa che ha bisogno di cure. E odio la voglia di sentirmi così, almeno per una volta.