"Quando resto solo con me stesso, come ora, mi manchi ancora di più. Il vuoto che lasci è una ferita aperta, ma è il prezzo per amarti, e lo pago volentieri. Ti amo.
"
07/04/2004, 00.49

mercoledì 12 maggio 2010

Il Mare d'Inverno (e le malelingue)

Ci sono giorni in cui la notte sembra non arrivare, il cielo è chiaro, irradiato.
Ci sono stagioni che stentano a cambiare, un maggio freddo di nebbia, di maglioni di lana e tisane.
Ci sono ricordi che non si possono cancellare, che nemmeno il commento più rude, il più cattivo, il pettegolezzo più stupido riesce a coprire di patina smorta, di desideri distorti o di vertigini corrette.
Rileggo tutto, tutto.
Voglio di nuovo tornare lì, nella croce e delizia del mio presente, nella mia realtà avulsa dal resto del mondo, dove tutto è Oro e il vento profuma di canto ipnotico.
Vorrei che nulla andasse perduto, che quei sorrisi restassero ad affuscare le cattiverie che ho subito, la stupidità delle persone che inciampano nella mia Vita con la pretesa di poterla prendere a calci, invisibili di chi sono e di quel che ho da dire, di ciò che credo.
Sono di nuovo in un luogo magico ed è come se quelle luci non si fossero mai spente.
C'è odore di caffé e pomodoro, e gelsomino e menta.
Ci sono suoni ovattati e vento fitto di talco, voci che mi mancano, che rivorrei al loro posto, con le stesse parole, le stesse risate.
A volte ritorno lì. E' un buon rifugio per la mia Anima.
Via dalle brutture e dai gironi dell'inferno, via dalla falsità, dalle emozioni stuprate, via della frenesia.
Solo silenzio e luce.
Il mio mondo meraviglioso non può essere rinchiuso nei confini di un ricordo.
E' straripante.
Come la bellezza di questa Vita che mi stupisce anche nella malinconia più bieca...






Farò della mia anima uno scrigno per la tua anima,
del mio cuore una dimora per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle canta l'eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta la storia delle onde.

Farò della mia Anima uno scrigno, Kahlil Gibran

Nessun commento: