"Quando resto solo con me stesso, come ora, mi manchi ancora di più. Il vuoto che lasci è una ferita aperta, ma è il prezzo per amarti, e lo pago volentieri. Ti amo.
"
07/04/2004, 00.49

mercoledì 24 giugno 2009

Diario di (un) Viaggio: silenzi

Il silenzio qui fuori s’abbatte come un’ombra sul Cielo cocente di mezzogiorno.
Non c’è nessuno a spezzare l’incanto: la poesia del Muezzin in lontananza colora l’atmosfera di mistero ed ogni cosa è al suo posto, proprio dove, come dovrebbe essere.
Un alone, come un miraggio sfocato mi ubriaca lo sguardo. Sono qui e questo angolo di mondo diventa il centro nevralgico delle mie emozioni. Tutto nasce e muore qui, fa il giro del globo, fin a toccare il cuore di chi mi porto stretto nell’Anima, i visi, i luoghi e ritorna.
Qui.
Dove mai credevo di potermi sentire così.
I fumi della shesa (rigorosamente menta o apple, vero Livra?) e l’aroma del chaì alla menta mi confondono, sono insonne eppure è come fossi perennemente addormentata, cullata da un sogno incredibile, inaspettato e forse per questo ancor più dolce e sincero.
Mi sveglio nel cuore della notte, mi addormento che è già l’alba, e tutto perché non voglio, non posso perdermi nulla.
Regalo un pensiero a chi mi è vicino, un gesto frettoloso e quasi spaventato, solo perché possa sapere che ci penso, che mi dà gioia, che una sorpresa è riuscita solo se fatta col batticuore (e con gli sguardi degl’operai cingalesi che, straniti, mi seguono mentre m’aggiro silenziosa per l’Hotel col mio carico di biscotti e Nutella…).
Ed il mio cuore sta battendo così forte da non riuscire più a fermarlo, calmarlo. Tachicardia cronica per eccesso di suggestione. Straordinario…
Stamane il richiamo di un gallo ha accompagnato il mio preludio di sonno. Nel tepore del letto, mi sono addormentata pensando a come, in fondo, tutto ritorni. L’Universo è fatto di tante piccole realtà solo apparentemente diverse, il nostro errore è cercare d’interpretarle usando sempre la stessa prospettiva…
Provo a distrarmi e a capire coloro che non trovano, ancora, tanta grazia. Non c’è luce nei loro occhi, come se i miei fossero sedotti da una patina dolce, fin stucchevole, capace di renderli iper-sensibili a tutto.
Ci provo, ma non ci riesco. Il mio eccesso di sentimentalismo trova in questi “ameni” luoghi il suo degno sfogo. E’ quasi insostenibile il carico che si porta dietro.
Che mi porto dentro.
E’ una poesia cantata in una lingua sconosciuta capace di fami sentire a casa, di farmi sorridere senza sapere il perché, senza doverselo chiedere o aver la voglia di farlo.
E’ poesia e basta.
E’ luce e oro e Cielo.
E’ gioia, è gratitudine.
E’ come Amore. Ma che non può essere frainteso. Perché è più alto dell’Amore stesso.

Sono giorni che io e la mia Susy ci guardiamo con occhi lucidi, incredule di tanta grazia, assorte da tale dono, testarde nel voler che non finisca.
E’ un luogo speciale, il nostro, dove tutto è perfetto, non c’è malizia, non c’è paura, non c’è tristezza, solo risate e gioia sincera.
Ma come tutti gl’incantesimi, anche questo finirà. L’unica soluzione che ci rimane è sparare a vista sul principe ed il suo cammello (!) prima che riesca venirci a svegliare…




"Lo saluto, mentre il mio cuore
è nella mia mano
Lo saluto
mentre la mia Anima
è sulla lingua."
Amin ar-Rihani

lunedì 22 giugno 2009

Pensieri da una porta socchiusa...

E’ una notte diversa. Mi sento inerme, mi sento indifesa, sento il cuore che si apre e non so dove voglia arrivare. Ho una commistione di emozioni che mi bruciano dentro. Sono ferite dell’Anima che tornano a galla, o forse solo la paura di perdere qualcosa.
Ho paura di perdere questa dimensione, ho paura di dimenticare.
Non voglio.
Ho guadagnato tanto e questo tanto mi scotta la pelle, ogni volta che lo sguardo va vai, rapito, altrove.
Il mio cuore si apre a mille sfumature, alla bellezza di Anime nuove e piene di dolcezza, profonde, buie eppure cariche di luce.
Le lacrime scorrono, inattese, inspiegabili. E’ commozione. Per il bello che ho trovato, che non conoscevo e mi spaventa.
Non so come gestirlo. Vorrei gestirlo ma un modo non c’è.
Vorrei un mondo perfetto dove gesti e parole hanno significato univoco e la pace è pace dei sensi, del corpo e dello Spirito.
Ho fame di spiritualità.
Il miracolo ai miei occhi si è rivelato eppure non può restare.
Paura.
Paura.
Paura.
Di perdere qualcosa di troppo bello.

Mi mancherai perché nei tuoi occhi c’è un mondo, perché anche questo, che è mio, è bellissimo se lo guardo attraverso di te.
Mi mancherai come può mancare una perla preziosa, che lo è ancora di più perché non t’appartiene e non t’apparterrà mai.
Mi mancheranno i tuoi sorrisi, quando esplodono e mi dici che sei felice.
Mi mancherai tu che sei profondo e mi capisci se mi emoziono per il profumo inatteso di un fiore.
E vedi la realtà un po’ come la vedo io, cerchi le prospettive diverse perché un’angolazione nuova è un nuovo modo di crescere.
E perché sei curioso e trovi sempre qualcosa da dire.
E quel ch’è nuovo non è per forza brutto a prescindere, ma va scoperto, assaggiato, condiviso.
E sai essere premuroso, e delicato, e sorridente, e leggero come un bambino.
E’ sai ridere. E mi fai ridere, e mi tieni testa quando dico a ruota libera le assurdità che partorisce il mio cervello… ;)
E sei serio quando serve.
E sei sensibile e non lo nascondi. E non ci riusciresti nemmeno se lo volessi.
E mi mancheranno le tue ombre, quelle che più le vedo e più mi spaventano e più mi piacciono.
Sei una scoperta bellissima, un tesoro rimasto a mezz’aria sopra le piccolezze del nostro mondo, che sa qual è il giusto e sa usare le parole giuste per ottenerlo.
E mi mancherai quando mi sfidi, ed il mio pudore sa essere anche meno del tuo. Perché se tu non scappassi così, io non avrei tutto questo finto coraggio di volerti prendere.
Mi mancherai da morire. Mi manchi già ora.
Quando non ho le tue mani protettive vicine.
Quando ho bisogno solo di sfiorarti per sapere che ci sei. Senza malizia, senza desiderio, solo per la forza bella che mi dà l’averti accanto.
Non c’è una spiegazione reale. E’ stima, è affetto, è rispetto, è complicità, è bellezza.
E’ il bisogno di non perdere qualcosa di meraviglioso ed inaspettato.
E’ come Amore. Ma che non può essere frainteso. Perché è più alto dell’amore stesso.

GRAZIE.

[Aldo: scoprire all'improvviso che l'AMICIZIA può esistere davvero.]

sabato 20 giugno 2009

Diario di (un) Viaggio: suggestione o follia??

L’aria dorata riempie gli sguardi di stupore e attesa.
Il Mare incalza, ruba terra al mondo fatto di sabbia e Cielo e silenzi e sguardi nascosti…
C’è un’atmosfera strana, qui, mi riempie l’Anima come un profumo sconosciuto, misterioso, conturbante. Amo le sue differenze, cerco le sfumature, voglio assimilarle, voglio conoscerle. Mi sento arricchita. Mi sento diversa. Il mio spirito è euforico, positivo, sorrido e mi sento a casa. Come se questo fosse un ritorno. Come se il mio viaggio mi avesse riportato ad una partenza sconosciuta, ad un mondo dimenticato.
Mi vesto di veli, non per nascondermi, ma per guardar il resto da un punto diverso, che più che nuovo m’appare ritrovato.
Mi piace qui. E quanto più chi mi è attorno anela il momento del ritorno, tanto più io mi lego a questi luoghi. Penso agl’affetti, mi mancano, con la mia straordinaria quotidianità, le facce amiche, ma i colori no, quelli vorrei venissero con me.
Ho il cuore aperto.
Ho lo sguardo colmo.
Ho il sorriso stampato sul viso. E non c’è spiegazione.
E mi piace…
Tutto qui scintilla d’oro. Persino il vento.
Quel che mi ruba gl’occhi è questo vedere l’inverno assaporando il caldo delle più torride giornate estive…
C’è sabbia. Un talco così sottile d’arrivare sotto la pelle, al pari del mondo che prova a nascondere.
C’è sabbia da due giorni e potrebbe essere neve, il giorno di Natale. Quando sei bambino e hai l’acquolina in bocca, e ti prudono le mani arrossate dalla carta dei regali appena scoperti e tutto sa di buono, anche il brutto tempo.
C’è sabbia e notte. Ed è bellissimo.
Il tempo qui non trascorre, s’impregna di Vita. Ed io lo trattengo insieme agli sguardi che m’accompagnano in quest’avventura. E so che sarà indimenticabile…
Vivo così e mi faccio mille domande.
E non capisco l’indolenza di chi sa solo lamentarsi, senza godere di questo dono che ha ricevuto.
Sono fortunata, perché anche il peggiore dei voli non potrà mai rubarmi il tesoro di Vita che sto scoprendo.
So che tornerò arricchita.
Sarò ricchissima e non sarà per via di qualche facoltoso sceicco (anche se le audizioni son sempre aperte, n.d.r.) e del suo pugno di cammelli.
Sarò ricchissima dei volti e della dignità di persone in cerca di Vita, per scappare dalla sopravvivenza, della Fede che è sacrificio e preghiera, da un luogo di nulla dove il lusso sfrenato vive celato dalle pareti casalinghe e il pudore è legge.

Ma bando alle mie solite ciance...
Il lavoro è duro, intenso e estenuante., i voli difficili, tra incomprensioni linguistiche e usanze differenti, ma tra un asciugamano e l’altro (i pax sulle Jeddah si purificano prima dello Hajj, il pellegrinaggio alla Mecca, il viaggio dei viaggi, il quinto dei pilastri dell’Islam, coprendosi solo di due pezze di stoffa bianca -asciugamani, appunto- non cucita, una attorno alla vita, l’altra a coprire il tronco ed il braccio sinistro, lasciando il destro libero; le donne si coprono completamente di veli neri), il sorriso non può mancare.
Mi accorgo continuamente di quanto la cultura differente sia la chiave di volta per tutto questo: mi apre gl’occhi, mi insegna a valutare anche quello che conosco, con maggiore oculatezza, con una bilancia più equilibrata.
I visi che incrocio sono curiosità e domande, non paura di quel che non so.
Le camere ormai, si trasformano in “casa”, le cucine sono comuni, il mio bagaglio sarà ricco di rapporti sinceri, di risate squillanti, affetto, secchiate d’acqua e frigoriferi straripanti. E la cleptomania non sarà più patologia. Ahahah! :D
La piscina è nostra per usucapione. Così tanto da non esser ancora stata soppiantata dalla spiaggia, bellissima e immobile, immacolata. Sarà finta????
I bikini si sfoggiano e si scontrano, in tutta la loro "brasilianità", con quelli delle donne di qui, puffi giganti che s'aggirano silenziosi all'ombra delle palme... ;)
La palestra, invece è là: la vedo dalla mia finestra, bella, grande, attrezzatissima. Questo luogo strano m'ha levato anche l'entusiasmo sportivo. Ho troppe cose da vedere e da pensare...un po' di digiuno ascetico e la forma torna che un piacere!
E per voi che state per arrivare...probabilmente tutto questo cambierà in cambio di camere doppie ad uso singolo (probabilmente senza cucina ed in un nuovo hotel).

Il Souq dai mille colori, dalle mille spezie mi attende. E non stupitevi se al mio ritorno non mi riconoscerete, tutta bardata come un barbapapà…sì, perchè qui tutti continuano a ripetermi quanto stia bene con il velo.
Coperta??
Qualcuno potrebbe dir loro che non è esattamente il complimento che tutti vorrebbero sentirsi fare??? Ahahahah! :D
Il caldo si fa sopportabile e il vento bollente scioglie le ossa regalando loro una coccola profumata e sconosciuta. E io mi lascio trasportare da questo dolce oblio, felice di tutto quello che sto guadagnando. E di quel che ancora mi attende.
La Vita è una cosa meravigliosa…
Grazieeeeeeeeeeee!

P.s.: Siusy, non avrei potuto chiedere regalo più bello della nostra convivenza...
Luca & Aldo -> <3 LoVe

venerdì 19 giugno 2009

Diario di (un) Viaggio: guida pratica per futuri Kuwaitiani...

E' un Mondo di sabbia e Sole.
Il Mare riflette l'argento del Cielo, il Cielo si apre sconfinato come il Deserto che l'accompagna.
Il caldo soffocante si mischia agl'odori di oli e spezie, profumi antichi di terre lontane, di storie e mistero.
Siamo sbarcati in un luogo strano, dove i colori di donne sinuose e bellissime dai mille veli preziosi si smorzano accanto al nero totale di sorrisi coperti, di mani velate, di femminilità protetta, più che privata.
Ecco. Quello che troverete qui profuma di protezione più che sopruso.
Questi uomini dalla pelle ambrata esaltata dal bianco candido dei loro abiti tradizionali, dalle kefia arrotolate a proteggerne il capo, affascina lo sguardo e la mente, portandoli lontano, curiosi di mille domande troppo timide da rivelare. Ed anche il canto del Muezzin vi cullerà nell'osservare quest’Universo insolito e distante. :)
Ma bando al prosaico romanticismo, ora veniamo a noi…
L'hotel è molto bello, camere di alto livello e comfort, una cucina fornita di elettrodomestici e utensili vari con un frigorifero enorme pronto ad ospitare le vostre spese: la pasta collettiva è già la nostra più grande occupazione. Anche nel caso vi dimentichiate la pummarola, don’t worry, la troverete proprio ad un passo dall’ingresso della nostra oasi. Il prezzo da pagare (perché un prezzo c’è sempre, Ahahahah!) sarà l’attraversamento delle 6 corsie autostradali battute da Porsche e Lamborghini in gara, qui fuori…
Ah! Il supermercatino non accetta Visa, né nessun altro tipo ci c. di credito E nemmeno circuito cirrus o maestro. E nemmeno Euro. Solo Dinari Kuwaitiani. Peccato non ci sia un banco cambi… :O
Sì, insomma, insh’allah, in qualche modo riuscirete a pagare e a tornarvene vincitori con il vostro bel pacco di spaghi Barilla, no? :D
Ma non divaghiamo. Tutto perfetto (o quasi), quindi, se non fosse per questo manipolo di camere…doppie.
E da condividere. -.-
Infatti, ciascuna delle super-confortevoli (e non è un eufemismo!) mini-suite prenotate per la nostra permanenza comprende uno spazio comune (cucina e salotto) e due camere:
la matrimoniale con bagno privato;
la twin-bed (trasformabile in matrimoniale) con bagno indipendente...e cioè IN SALOTTO. E finestra senza tende sull’ingresso…e cioè sul CORRIDOIO esterno dell’hotel, transito di tutti i dipendenti dell’hotel stesso. E va beh…che fai, non butti n’occhio dentro??? Ahahah! :D
Un altro dettaglio da non trascurare sta nel fatto che entrambe le camere hanno telefoni che convogliano su un'unica linea. Peccato che gl’occupanti non appartengano mai allo stesso equipaggio!!!!!! E quindi “svegliati tu che parto io” un po’ a tutte le ore, non è che il riposo sia sempre assicurato, anzi...
Per il resto, tutto è perfetto: i voli sono massacranti, i servizi improponibili, il crew food scarso…tutto a norma, no???
Ahahahah! :D
Scherzi a parte, oggi ho portato a compimento la mia prima “impresa”: Kwi-Cbo-Kwi.
Check in time 19.15 lt. Eta 10.00 lt.
Doppio servizio, pasto caldo a scelta, snack dall’esecuzione poco nota anche ai responsabili Kuwait Airways e passeggeri cingalesi di una dolcezza disarmante ma dal linguaggio monosillabico: “Yes, yes!”. -.-
Ah, no! C’è stata anche la variante “chicken”…in risposta alla proposta “Eggs or Veg”. :O
Il clima lavorativo è sicuramente rallegrato dall’affiatamento che esiste ormai dopo anni di scherzi e battibecchi tra tutti noi, ma vi assicuro che i ritmi qui sono davvero incredibili. E se Elena Nasini (non una qualunque, la donna che non si stanca mai!! :D) è arrivata a dire che ‘certe condizioni sono impossibili da mantenere’ un motivo ci sarà.
Per fortuna, molto probabilmente al vostro arrivo tutto questo sarà già sistemato. Ed il nostro sacrificio, insh’allah, non sarà stato vano.
Ahahahah! :D
Baciiiiiiiiiiiiiii a prestoooooooooooooo
S.