Non c’è nessuno a spezzare l’incanto: la poesia del Muezzin in lontananza colora l’atmosfera di mistero ed ogni cosa è al suo posto, proprio dove, come dovrebbe essere.
Un alone, come un miraggio sfocato mi ubriaca lo sguardo. Sono qui e questo angolo di mondo diventa il centro nevralgico delle mie emozioni. Tutto nasce e muore qui, fa il giro del globo, fin a toccare il cuore di chi mi porto stretto nell’Anima, i visi, i luoghi e ritorna.
Qui.
Dove mai credevo di potermi sentire così.
I fumi della shesa (rigorosamente menta o apple, vero Livra?) e l’aroma del chaì alla menta mi confondono, sono insonne eppure è come fossi perennemente addormentata, cullata da un sogno incredibile, inaspettato e forse per questo ancor più dolce e sincero.
Mi sveglio nel cuore della notte, mi addormento che è già l’alba, e tutto perché non voglio, non posso perdermi nulla.
Regalo un pensiero a chi mi è vicino, un gesto frettoloso e quasi spaventato, solo perché possa sapere che ci penso, che mi dà gioia, che una sorpresa è riuscita solo se fatta col batticuore (e con gli sguardi degl’operai cingalesi che, straniti, mi seguono mentre m’aggiro silenziosa per l’Hotel col mio carico di biscotti e Nutella…).
Ed il mio cuore sta battendo così forte da non riuscire più a fermarlo, calmarlo. Tachicardia cronica per eccesso di suggestione. Straordinario…
Stamane il richiamo di un gallo ha accompagnato il mio preludio di sonno. Nel tepore del letto, mi sono addormentata pensando a come, in fondo, tutto ritorni. L’Universo è fatto di tante piccole realtà solo apparentemente diverse, il nostro errore è cercare d’interpretarle usando sempre la stessa prospettiva…
Provo a distrarmi e a capire coloro che non trovano, ancora, tanta grazia. Non c’è luce nei loro occhi, come se i miei fossero sedotti da una patina dolce, fin stucchevole, capace di renderli iper-sensibili a tutto.
Ci provo, ma non ci riesco. Il mio eccesso di sentimentalismo trova in questi “ameni” luoghi il suo degno sfogo. E’ quasi insostenibile il carico che si porta dietro.
Che mi porto dentro.
E’ una poesia cantata in una lingua sconosciuta capace di fami sentire a casa, di farmi sorridere senza sapere il perché, senza doverselo chiedere o aver la voglia di farlo.
E’ poesia e basta.
E’ luce e oro e Cielo.
E’ gioia, è gratitudine.
E’ come Amore. Ma che non può essere frainteso. Perché è più alto dell’Amore stesso.
Sono giorni che io e la mia Susy ci guardiamo con occhi lucidi, incredule di tanta grazia, assorte da tale dono, testarde nel voler che non finisca.
E’ un luogo speciale, il nostro, dove tutto è perfetto, non c’è malizia, non c’è paura, non c’è tristezza, solo risate e gioia sincera.
Ma come tutti gl’incantesimi, anche questo finirà. L’unica soluzione che ci rimane è sparare a vista sul principe ed il suo cammello (!) prima che riesca venirci a svegliare…
"Lo saluto, mentre il mio cuore
è nella mia mano
Lo saluto
mentre la mia Anima
è sulla lingua."
Amin ar-Rihani
è nella mia mano
Lo saluto
mentre la mia Anima
è sulla lingua."
Amin ar-Rihani
