"Quando resto solo con me stesso, come ora, mi manchi ancora di più. Il vuoto che lasci è una ferita aperta, ma è il prezzo per amarti, e lo pago volentieri. Ti amo.
"
07/04/2004, 00.49

sabato 27 febbraio 2016

Ritorno al buio

Giornate che iniziano così e non ne sai il motivo. Un sogno e ti svegli col cuore in gola che non sa smettere, che batte e continua e non sai che fare. Giornate che ti chiudi dentro e dentro non è mai abbastanza, un pianoforte che suona e l'ombra della sera che arriva, addolcita dalla persiana socchiusa, dal sole che se ne ve nel freddo invernale. Giornate fatte di momenti in cui ti fermi a pensare a tutto quello che di solito scansi, parole, persone, ricordi. Ti guardi allo specchio e vedi solo quello che non sei e non sarai mai, e ti domandi perché tu non abbia mai avuto la volontà e l'ambizione di puntare oltre. 
Pensieri di passato di passaggio svanito nella durata di un istante, felicità a momenti, fatua, che claudicante cercava di sopravvivere nel niente. Felicità fatta di nulla e per questo ancora più effimera.
Giornate in cui vorresti solo dormire e non svegliarti perché pensare fa male. E ti ritrovi catapultata in quel passato di buio e silenzi che ti ha fatto paura e che non se n'è mai andato davvero, che torna senza motivo apparente, quando il motivo è che quel buio ce l'hai dentro e te lo porti a spasso come un cucciolo cui sei affezionata.
L'introspezione becera, la sensibilità amplificata, macigni che pesano sull'anima degli introversi...

martedì 18 agosto 2015

Un anno.

Manca un giorno ma io ci penso da almeno dieci. 
E ti penso, ogni giorno.
Sento questo diciannove agosto pesare come un macigno. È un anno e mi sembra incredibile. 
Sono rimasta in quello stato di stordimento dei primi momenti, quando nel mio cuore ero lì, tra i boschi e ti cercavo. E cercavo e speravo, e cerco ancora, e non mi fermo. Perché non ti fai trovare? Smetti di nasconderti e lascia che riveda il tuo sorriso aperto, fammi sentire ancora quella risata che risollevava il mondo e mi levava dalla testa la voglia di andarmene. 
Te ne sei andato prima tu, ed è così ingiusto. 
Mi dicono che Dio o chi per lui, chiami a sé gli angeli più meritevoli, i più belli...ma perché? C'è così tanto bisogno di te qui. Tanto. 
Lo so che sei da qualche parte. Continuo a cercare e a pensarti ogni giorno. Continuo a sentirti, ma i segni che mi dai della tua presenza non mi bastano mai. 
Manchi a questo mondo che fa male da morire. 
Ti voglio bene, Peppe. Ovunque tu sia: rock'n'roll...


giovedì 27 novembre 2014

In-esistenze...

Si può sognare qualcuno che non hai mai visto? 
Qualcuno che non c'è e non c'è mai stato, che non farà parte della tua vita, che è solo un'idea, un'emozione...
Eppure è successo. 
Così vero da credere che realmente esista, che tu l'abbia toccato, guardato da vicino.
Che ancora tu lo stia aspettando. 
Così cocente da far male al cuore...

[Cosa succede al mio cervello? Cosa succede al mio cuore? 
È un ragionamento che non seguo. 
Come un algoritmo difettoso, una frase senza virgole, una canzone senza ritmo... 
Mi manca qualcosa che non ho mai avuto. Così tanto da lasciarmi aspettare. Così forte da rendermi incredula ed incompleta, totalmente disarmata...]






giovedì 13 novembre 2014

Di Angeli e le loro storie...

Game over. 

Ho finito le Vite. 


Ora ho capito. Ho capito il significato. Ho capito cosa mi volevi dire, dove mi volevi portare. Ho capito il perché. 

I cambiamenti iniziano con delle scelte, spesso dolorose, e questa lo è tantissimo, ma ora so. So. Ho capito cosa devo fare. E so che anche questa volta sei stato tu, mio dolce angelo scappato via troppo presto. 

Peppe, mi manchi agl'occhi, ma ti ho vicino come mai prima.


Miracolo numero 3

martedì 28 ottobre 2014

Me e i miei sogni

Stai bene da sola, ma da sola soffri tanto. Non lo ammetteresti mai, ma si vede da come sei gentile con chiunque, anche con chi non lo merita per niente. Vuoi che le persone ti vogliano bene, e per quanto tu cammini con l’aria di chi non ha bisogno di nessuno tu hai costantemente bisogno di qualcuno. Paure sconfinate e piedi piccolissimi che non ti permettono di scappare abbastanza lontano. Lontana non ci sai andare, poi ti manca l’aria e non sai che fare, ti piace l’Italia, ma non è l’Italia che ti piace, sono quelle dieci o undici persone in tutto senza le quali non sapresti andare avanti, perché ci metti anni ad affezionarti a qualcuno, ma dopo è per sempre. O insomma, quasi. Come tutte le cose belle.
Mi fai sorridere quando dici che non credi agli amori infiniti e poi ti trovo commossa di fronte a un cartone animato che avrebbe dovuto far ridere. Tu non piangi mai perché sei delusa, quando sei delusa urli. Quando piangi è perché speri, speri e non vuoi ammetterlo. Sperare ti ferisce, in qualche modo. Credi che non sia da te, così piangi guardando film comici e ti giustifichi dicendo che non sai davvero come mai, “è da quando sono piccola che mi succede”. E ora come sei? Ti senti grande?
Ti piace la notte e ti piacciono le canzoni che non si usan più e i modi di dire che non si usan più. Tutto in te è sincero, perfino il modo di vestire e di pronunciare le parole. Perfino il modo di respirare. Non ti controlli, non ci riesci e credi che sia un male, invece è meraviglioso, sei un fiore selvatico, uno di quei fiori che non si può cogliere ma solo guardare. Profumi molto, se tu fossi un ricordo saresti l’odore delle lenzuola appena lavate, se tu fossi in me ti ameresti come gli uccellini amano volare, di un amore necessario. Se tu fossi in me ti ameresti per non morire.
Sono qui che ti guardo, assomigli ad una poesia che nessuno mi dedicherà mai, una di quelle poesie che a leggerle pensi che sarebbe stupendo se qualcuno ti vedesse in quel modo e ti amasse così tanto,
invece niente, ma non per questo sei meno bella, non per questo, mai.
—  Susanna Casciani

venerdì 17 ottobre 2014

L'Italietta...

"È bello lavorare sugli aerei?"
Io, che torno da Washington D.C., sveglia dalle ore 14.00 di ieri, ora italiana, accenno un sorriso. 
"Beh, sì, si viaggia sempre..." e svio lo sguardo per sviare eventuali altre domande cui ho risposto, probabilmente, una quantità di volte pari al mio periodo di onorata attività: 14 anni. 
I tre italiani medi, dal forte accento, in viaggio verso il T2 di Mxp, iniziano a disquisire sui colori della mia divisa. E parte il toto-compagnia aerea. Ne esco come "è un'hostess di Ryan Air che parla italiano, quindi fa i voli nazionali. Mi ha parlato in italiano!"... 
Ora, io son troppo stanca e troppo annoiata per controbattere a tutti voi, viaggiatori della domenica, che pensate che il mio (nostro) lavoro si limiti ad aprire una bottiglia di Coca Cola da vendervi al prezzo di un trilogy, che non sapete che esistono voli in cui la Coca Cola è addirittura offerta, che credete che un volo charter debba essere necessariamente un volo alla "Pappa&Ciccia", che pensate che io voli Sidney andata e ritorno non-stop perché "tanto a bordo cosa fai?! Dormi!", che non capite il motivo per cui un biglietto per Los Angeles non può costare 29.99€ tasse incluse, e che se pagate un volo 29.99€ non potete anche avere lo schiavetto incluso che vi lucidi le scarpe...
E sono anche troppo stanca e annoiata per dirvi che no, non lavoro per una Low Cost (con tutto il rispetto), ma per una delle migliori compagnie che ci siano. Sono troppo stanca e annoiata anche per tirarmela in uno dei pochi momenti in cui mi sento orgogliosa di dove sono arrivata senza dover ringraziare nessuno. Son troppo stanca e annoiata per dirvi che fate bene a restar nel vostro piccolo mondo di bagagli a mano e borsette nascoste sotto al maglione, così evitate di mostrare all'universo questa parte bassa e mediocre che ostenta saccenza solo perché viene da una terra di storia e scoperta...
Viva l'ItaGlia! 

domenica 24 agosto 2014

Il sorriso di Peppuzzo

Sono invasa da questo piombo che mi pesa addosso e mi trascina giù, sempre più giù verso l'incapacità di capire il senso delle cose. Un peso che schiaccia e si somma, di giorno in giorno, di esperienza in esperienza. Un peso che si aggrappa, mi addolcisce di malinconia e resta per sempre insinuato tra le pieghe della mia esistenza. E ogni cosa ha un sapore nuovo, ogni attimo una forma diversa, ogni persona s'incastra con le trame d'un'esistenza fatta di sensibilità ferita e per questo murata tra confini da nascondere. Ogni volto resta e va ad incasellarsi dove verrà custodito per sempre, nel bene e nel male, ma tutto mi resta appiccicato addosso come colla, tutto mi plasma tra amore e dolore, vita e morte. Non vomito e non digerisco, l'àncora si pianta a mezz'aria  e lentamente strozza al peso della gravira. Strozza me e la mia forza di vivere attorno a tanta volubilità dell'esistenza. L'aereo cade, la luce muore...

Chazz, ti penso. Mi manchi, amico mio...
Ascolto la tua voce, vedo il tuo sorriso e penso che tu, in fondo, sia ancora qui. 
Poi forte di tutto, anche della morte.